Alma mater, colei che nutre. Il lievito madre di Roberta

Lievito madre

“Perché Alma? è una parola affascinante, che deriva dal latino “almus” – nutriente, che fa crescere, che nutre – in italiano aulico indica l’anima e “alma mater” – madre nutrice-“

Le protagoniste della magica storia di criscito della settimana, sono Roberta – in arte Impasta con Byro – e Alma, il suo criscito madre.
Una storia tutta al femminile, che ci accompagna in un viaggio fatto di antiche tradizioni, ricette della nonna e amori viscerali.

Grazie di cuore a Roberta per averci raccontato la sua storia, qui vi lascio il link per visitare il suo blog Impasta con Byro e il suo profilo instagram, un angolo poetico e buono, nel quale perdersi.

Criscito

Ciao Roberta, grazie per aver partecipato, insieme al tuo lievito madre, a “Storie di Criscito”.
Il tuo criscito si chiama “Alma”, ti va di raccontarci il significato di questo nome?

Ciao Roberta e grazie a te per avermi coinvolta in questa bellissima iniziativa.
Il mio criscito ha iniziato a far parte della famiglia, da dieci anni, quando ho iniziato ad appassionarmi ai lievitati.
Apparteneva a una “madre” più vecchia, di una gentilissima signora, Adele, incontrata per caso, ad una manifestazione nel mio comune.
Quando si dice il caso!
Perché Alma? è una parola affascinante, che deriva dal latino “almus” – nutriente, che fa crescere, che nutre – in italiano aulico indica l’anima e “alma mater” – madre nutrice – trovavo questo nome indicato.

Nel tuo blog ci racconti di un pane davvero interessante “Il pane Amish”, tu sei una storica dell’arte e quando parli delle tue ricette, si percepisce il tuo amore e il tuo interesse a scavare a fondo, oltre la superficie e oltre ai semplici ingredienti di una preparazione.
Ci racconti di una tradizione culinaria, magari legata proprio alla lievitazione naturale, che ti ha affascinato particolarmente?

Tanti anni fa mi sono imbattuta in un romanzo di quel genere, che mai avrei letto, ma spinta da una forza irrefrenabile lo comprai.
Si tratta del romanzo “La cucina dei desideri” di Darien Gee, nel quale una busta di lievito madre, per protagonista, sortisce da collante alla storia di tre donne, unite e solidali, in una specie di catena di scambio, che prende tutti per la gola.
È davvero bello, te lo consiglio!

Tra mamme di crisciti ci si intende e come le vere mamme si scambiano consigli e opinioni, oggi voglio chiederti: Cosa ti ha insegnato maggiormente curare e tenere in vita il tuo criscito madre?

Cosa ho imparato prendendomi cura di Alma?
Il bisogno che avevo di quotidianità fatta di gesti autentici e portata avanti con gesti semplici, come fare il pane, riprendendo coscienza, dopo anni difficili, dell’importanza delle piccole cose che ci appartengono.


Ogni criscito ha il suo carattere, già, anche se sembra strano.

Riesci a trovare un aggettivo che vi accomuna?

È proprio vero Roberta, sembra assurdo ma è qualcosa di noi e probabilmente è così, ogni giorno diamo attenzioni al nostro criscito e lui ricambia a modo suo. Direi che il mio è un poco impaziente, come sono io.
Se devo fare una cosa nemmeno gli imprevisti che regnano sovrani nella vita, mi fermano e lui idem, fa sempre bene il suo lavoro, anche quando sembra che qualcosa sia andato storto.

Se potessi ritrovarti, insieme al tuo lievito madre, all’improvviso, su quel tavolo blu cobalto, protagonista delle tue ricette del cuore, quale sarebbe la prima ricetta che prepareresti?

Sicuramente un semplice pane veloce, il mio preferito, ma sempre usando farine di qualità, a quelle non rinuncio mai.
La differenza, poi, sarebbe troppo evidente nei sapori e nel profumo.

Sul blog, ci parli di nonna Caterina, si può dire che sia iniziato lì il tuo amore per il pane e la cucina, vero?
Ci racconti un aneddoto su tua nonna e il criscito madre?

Per dirla esattamente, nonna Caterina è quella che mi ha insegnato tanto delle erbe e le ricette della tradizione.
Faceva sempre il pane, ma usando la tecnica della “pasta di riporto”, quindi utilizzando la pasta della precedente lavorazione.
I suoi pani erano i più buoni che io abbia mai mangiato.

Ultima domanda per te: Consiglieresti ad un’altra persona di cominciare il suo viaggio nel magico mondo del lievito madre? Perché?

Assolutamente sì.
In questi anni ho donato tanti piccoli Alma, in vero, e qualcuno è riuscito a prendersene cura, è una soddisfazione vera.
Per me usare il criscito è una consapevolezza della qualità e dell’amore che porto sulla tavola, dove siedono i miei cari.

Leggendo questo bellissimo racconto, ti è venuta voglia di raccontare anche la tua storia di criscito?
Scrivimi sulla mia mail, nella sezione Scrivimi oppure condividi la locandina che trovi nelle storie in evidenza, su instagram.

Non vedo l’ora di leggere anche la tua storia.

Ci vediamo la prossima settimana, con un nuovo sorteggio e una nuova storia di criscito.

Grazie Roberta e grazie a voi.

Vi abbraccio
Roberta

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