Due lieviti per amici – Maciste e Rosco di Franca

Lievito madre

“A volte bisogna lasciare che le cose vadano come devono andare, fargli fare il loro corso ed accettare. Stessa cosa vale per il lievito: Non ci saranno mai uniche verità, unici modi di vedere le cose, non ci saranno solo successi. Ed è proprio da quegli insuccessi e da quegli errori, che ci rialzeremo ed avremo imparato ogni volta cose nuove cose importanti, che ci permettono di diventare quelli che siamo” – Franca

Ricominciamo da qui, dopo un periodo di pausa, nel quale mi è mancato così tanto leggere le vostre Storie di Criscito e poter condividere questo amore profondo.
Sono stati mesi un po’ difficili, ma sono passati, perché come ci insegna Franca, raccontandoci la sua storia, è proprio dai momenti di difficoltà che bisogna partire, per costruire i nostri sogni.

Oggi, Franca, in arte Pasticciando con la Franca, ci racconta di un pezzetto della sua vita, fra momenti splendenti e istanti, nei quali il lievito madre è stata un’ancora, alla quale aggrapparsi, per sentirsi più forti.

Noi la ringraziamo abbracciandola e leggendola tutta d’un fiato, perché alle cose belle va prestata attenzione e lei oggi ci fa fare un bel pieno di bellezza.

Qui vi lascio i link per visitare il blog di Pasticciando con la Franca e il suo profilo instagram,il luogo ideale nel quale trovare ricette vegane, geniali e golose.

Brioches veneziane vegane

I suoi amici fedeli alveolati sono Maciste e Rosco, pronti a conoscerli meglio?

Ciao Franca, grazie per aver partecipato, insieme ai tuoi lieviti madre, a “Storie di Criscito”.
Sul tuo blog “Pasticciando con la Franca”, parli del tuo primo barattolino di lievito madre, ti va di raccontarci, anche qui, quando è nata la tua passione per questo magico elemento?

Ciao Roberta, mia cara amica virtuale, anzitutto ci tengo a ringraziarti per avermi dato la possibilità per raccontare un po’ di me e dei miei lievitini!
Sul mio amato Blog Pasticciando con la Franca, parlo molto del mio lievito, in quanto è un po’ il fulcro, il cardine di questo mio grande amore per la cucina, che cerco a modo mio di trasmettere! Parlo in particolare di Maciste, che mi è a fianco per tutto l’anno, mentre Rosco, sapientemente conservato, mi fa compagnia principalmente a Pasqua e Natale.

Questa passione in realtà è nata davvero per caso, merito di un’amica, che qualche anno fa me lo diede in regalo in un vasetto, un po’ per scherzo e un po’ per gioco in realtà. Ma diciamo arrivò proprio a pennello: Quell’inverno aspettavo Tommasino, ero a casa in gravidanza e ho avuto un sacco di problemi in quel periodo. Devo dire che sperimentare e impastare, in quei momenti difficili mi ha davvero salvata. A volte si ha semplicemente bisogno di non pensare troppo… E così è stato! Occuparmi di Maciste e imparare a conoscerlo, studiare prima sui libri poi fare infinite prove, ha tenuto la mia mente impegnata per fortuna.

Tu hai creato e curi sia il li.co.li (lievito in coltura liquida) che la pasta madre solida, Maciste e Rosco.
A quale dei due ti senti più legata, se ce n’è uno?
Sicura di non fare le preferenze? 😛

Come dicevo prima in realtà il mio vero e proprio fedele compagno è Maciste, il mio li.co.li, più semplice e pratico da accudire. Rosco invece, sta in frigo sfarinato e attende sapiente i suoi momenti di gloria. E per quanto riguarda le performance… Aimè, anche se ogni criscito è bell’ a mamma soja… Rosco non lo batte proprio nessuno!

Tra mamme di crisciti ci si intende e come le vere mamme si scambiano consigli e opinioni, oggi voglio chiederti: Cosa ti ha insegnato maggiormente curare e tenere in vita il tuo criscito madre?

Curare il mio lievito madre mi ha dato la conferma che quello che accade nella vita, avviene a livello chimico ed energetico anche con il criscito.
Mi spiego meglio: anche se a volte ci metti tutta te stessa e ti sembra che il giusto modo e la verità siano fatti in un solo ed unico modo, in realtà non è poi così scontato! A volte bisogna lasciare che le cose vadano come devono andare, fargli fare il loro corso ed accettare. Stessa cosa vale per il lievito: non ci saranno mai uniche verità, unici modi di vedere le cose, non ci saranno solo successi. Ed è proprio da quegli insuccessi e da quegli errori, che ci rialzeremo ed avremo imparato ogni volta cose nuove, cose importanti, che ci permettono di diventare quelli che siamo.

Ogni criscito ha il suo carattere, già, anche se sembra strano.
Riesci a trovare un aggettivo che vi accomuna?

Un aggettivo che ci accomuna? Tosti ed enigmatici.
Come dicevo prima entrambi siamo difficili da comprendere, pur compiendo sempre le stesse azioni, i risultati cambiano sempre! Ora mi viene da sorridere, Ma sicuramente chi mi conosce bene, avrà capito perfettamente a cosa mi riferisco. E tosti sicuramente allo stesso modo!

Come racconti sul blog, hai avuto due muse ispiratrici speciali, nonna Liliana, al Nord e nonna Maria, all’estremo Sud.
Qual è il loro insegnamento che porti maggiormente nel cuore, quando impasti e utilizzi il tuo lievito madre?

Le mie nonne oltre ad avermi trasmesso il loro immenso amore, che penso sia l’eredità più preziosa ed importante che si possa lasciare, mi hanno insegnato tanto, senza usare troppe parole o spiegazioni, semplicemente con loro esempio. Per quanto riguarda la cucina nello specifico, mi hanno fatta innamorare di quest’ultima solamente guardandole.

Ammirando con quale immensa dedizione, preparavano pranzi e cene di famiglia, dove c’era veramente posto per tutti. Per chiunque passasse di lì anche solo per caso! Mi hanno insegnato il valore della condivisione, a rispettare e ad essere grati per ciò che abbiamo, prima di lamentarsi di ciò che NON abbiamo.

Mi hanno insegnato prima di tutto il valore dei sentimenti, prima di quello per gli oggetti. Mi hanno insegnato che quando la nostra famiglia è unita intorno ad un tavolo e si è tutti assieme, null’altro conta di più. E potrei continuare per ore ad ore, poiché anche grazie a loro se oggi sono la persona che sono, che si emoziona a veder crescere un pane nel forno e che se chiude gli occhi e pensa ad un profumo di qualcosa di buono, subito mille ricordi belli si risvegliano.

C’è un lievitato che vorresti realizzare, ma non hai ancora avuto modo? Se sì, ce lo racconti?

Da molto, sogno di preparare il Babà in versione vegetale, putroppo ultimamente ho pochissimo tempo, ma sono in trepidante attesa di sperimentarlo. Il Babà è sempre stato uno dei miei dolci preferiti, uno dei pochi che ancora non ho avuto modo di provare. Ma dopo il mio ultimo viaggio a Napoli… Devo proprio! Anzi, quasi quasi vado a rinfrescare Maciste!

Ultima domanda per te: Consiglieresti ad un’altra persona di cominciare il suo viaggio nel magico mondo del lievito madre? Perché?

Beh che domande certamente sì… Questo è davvero un mondo magico, che ci insegna ogni giorno veramente moltissimo. In primis a riscoprire il ritmo lento dello scorrere del tempo, a ritrovare il vecchio sapore delle cose buone, genuine, fatte con le proprie mani e, perché no, anche a ritrovare noi stessi!

Focaccia al farro

Leggendo questo bellissimo racconto, ti è venuta voglia di raccontare anche la tua storia di criscito?
Scrivimi sulla mia mail, nella sezione Scrivimi oppure condividi la locandina che trovi nelle storie in evidenza, su instagram.

Non vedo l’ora di leggere anche la tua storia.

Ci vediamo la prossima settimana, con un nuovo sorteggio e una nuova storia di criscito.

Grazie Franca e grazie a voi.

Vi abbraccio
Roberta

 

Fotografie di Franca Militello – Pasticciando con la Franca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *