Il lievito madre di Giulia – dal Ticino con amore

lievito madre

“Il lievito madre mi ha insegnato la lentezza”

Il lievito madre accompagna la mia vita da sempre, ancora prima che ne creassi uno tutto mio. Quando ero piccola adoravo osservare mia mamma e mia nonna impastare il pane, ma questa è una storia che vi ho raccontato tante volte e che potete leggere nella sezione dedicata al pane di nonna.

Oggi parliamo della storia di Giulia, conosciuta su instagram con il nome di giulskitchen, una ragazza speciale che ama il suo lievito madre liquido e che crea ricette originali e sane, tutte in chiave vegana.

Non vi anticipo nulla ma vi porto con me, anzi con noi, alla scoperta della storia di criscito di Giulia e del suo lievito madre, per concludere questo 2020 in un modo più dolce e all’insegna della bellezza più vera.

Ciao Giulia, grazie per aver partecipato, insieme al tuo lievito madre, a “Storie di Criscito”. Ti va di raccontarci come e quando è nato il tuo lievito madre?

Il mio lievito è nato il 27.03.2020. Era molto tempo che desideravo creare il mio lievito per panificare in casa, tuttavia tra l’università e il lavoro non avevo mai abbastanza tempo per farlo. Durante la quarantena causata dal Covid19 avevo molto tempo libero e così ho deciso di creare il mio lievito.

Che nome hai deciso di dare al tuo li.co.li? Ci racconti perché?

Si chiama Gino Robertino. Gino perché mi ispira un nome buffo e simpatico come il mio lievito, mentre Robertino in onore di Roberta di Gigli e Rose che mi ha sempre ascoltata e supportata in questa impresa meravigliosa.

Tra mamme di crisciti ci si intende e come le vere mamme si scambiano consigli e opinioni, oggi voglio chiederti: cosa ti ha insegnato maggiormente curare e tenere in vita il tuo lievito madre?

Il lievito mi ha insegnato l’attesa. Normalmente quando si cucina i temi si riducono a qualche ora o al massimo una mezza giornata. La società stessa va a mille allora e ci induce a pensare che abbiamo tutto a portata di mano. Beh, questo non è ciò che pensa il lievito, lui ha i suoi tempi e viene influenzato moltissimo dalle farine con cui è nutrito e dalla temperatura a cui è tenuto. Ha dei tempi molto lunghi e bisogna organizzarsi per poter avere una buona pagnotta fumante per colazione.

Ogni lievito madre ha il suo carattere, già, anche se sembra strano. Riesci a trovare un aggettivo che vi accomuna?

Gino è sicuramente un perfezionista, ci mette un pochino a raddoppiare ma poi quando è in azione nessuno lo ferma più.

Qual è la ricetta che ti ha fatto più innamorare, realizzata con il tuo li.co.li?
Ti va di condividerla con noi?

Sono ancora una novellina e devo ancora imparare molto sul lievito madre ed il suo utilizzo, per questo motivo mi sto limitando a seguire e modificare ricette già esistenti. Una che mi piace in modo particolare è quella della treccia ! Elena di Il mio pane ne propone una versione classica, mentre io l’ho resa vegana utilizzando il latte di soia e il burro fatto in casa di Pasticciando con la Franca.

Eccovi la ricetta:

Farina di grano tenero tipo 0 di forza media (W 260-300): 250g

Lievito madre (licoli o pasta madre solida): 50g

Latte di soia: 120-130g

Zucchero: 25g

Malto di riso: 6g

Sale: 6g

Burro vegano fatto in casa: 50g

C’è una ricetta tipica delle tue zone, che vorresti replicare con il tuo lievito madre? Se sì, quale?

Vivo in Ticino, Svizzera. Qui è molto famosa la treccia svizzera ed è per questo che per me è stato molto importante veganizzare la ricetta di Elena. Un altro pane che adoro e che vorrei replicare è il segale vallesano.

Ultima domanda per te: consiglieresti ad un’altra persona di cominciare il suo viaggio nel magico mondo del lievito madre? Perché?

Certo che lo consiglierei! È un viaggio meraviglioso e ci permette di imparare molto. È come fare un viaggio nel tempo e tornare ai tempi delle nostre nonne che sapientemente facevano il pane fresco in casa utilizzando materie prime genuine.

Leggendo questo bellissimo racconto, ti è venuta voglia di raccontare anche la tua storia di criscito?
Scrivimi sulla mia mail, nella sezione Scrivimi oppure condividi la locandina che trovi nelle storie in evidenza, su instagram.

Non vedo l’ora di leggere anche la tua storia.

Buon anno a tutti voi, con la speranza che sia un anno diverso da questo che sta per concludersi.

Vi abbraccio
Roberta

Tags from the story

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *