Il panbauletto e le fette biscottate con lievito madre – La storia

Panbauletto con lievito madre

Quella che vi racconto oggi è la storia di un panbauletto con lievito madre, che adora la crema di fave e tante altre creme salate, apprezza la nocciolata fatta in casa e svariati tipi di marmellate e confetture e, all’occorrenza, può anche diventare fetta biscottata, per tuffarsi in un té ai mirtilli bollente.

Io e il mio lievito madre viviamo in sintonia, fin dal giorno in cui l’ho creato, o meglio, dal giorno in cui è nato.
Perché, in fondo, io gli ho prestato solo le mani, i batteri lattici e i lieviti selvaggi hanno fatto tutto il resto, cooperando fra loro e creando quella magia che ogni giorno mi (e ci) regala felicità.

Ieri sera, mentre preparavo i pancakes vegani al cacao, mi è venuto in mente il panbauletto, un pane soffice e profumato, che si presta a decine di farciture diverse, dolci e salate.

L’ho impastato e l’ho lasciato lievitare tutta la notte, poi stamattina l’ho infornato e prima di biscottarlo, mentre lo tagliavo, il suo profumo di latte e ricordi, mi ha portato alla mente un regalo squisito che ho ricevuto da parte di un’azienda che oltre a dar vita ad un prodotto di qualità, è l’emblema della resilienza e della tenacia di un popolo e della sua terra.

Panbauletto

“La Favalanciata”, che prende il nome dall’omonimo paese che si trova nel cratere del sisma del 24 Agosto 2016, è il simbolo di una terra che non molla, che si rialza, fra le macerie e ri-parte, con un bagaglio più pesante, su una strada più tortuosa e frastagliata, ma con una voglia di farcela e un sentimento ancestrale più forti di tutto.

Il loro motto? La gente come noi non molla mai.
Vi devo confessare che assaggiare la crema di fave Gourmet “La Favalanciata”, mi ha fatto comprendere ancor di più, attraverso il suo gusto intenso ed equilibrato, quanto siano forti in questo territorio la determinazione e la capacità di resistere alle avversità della vita.

Aver avuto la possibilità di assaggiare e di raccontarvi la storia di questa crema di fave Gourmet, nata dall’idea di due amici marchigiani, che sono riusciti ad onorare le proprie radici, attraverso la realizzazione di questo prodotto d’eccellenza del loro territorio, è per me un grande onore.

La “Favalanciata” non è solo una specialità culinaria, ma è la dimostrazione che l’amore per la propria terra e la caparbietà nell’impegno a risollevarsi può davvero fare miracoli.

Una rara prelibatezza, composta da pochi, genuini e semplici ingredienti.
La formula magica è la sua naturale essenzialità.
Non posso che consigliarvi di gustarla e di scoprirla, abbinandola nel modo che preferite, su una fetta di panbauletto con la granella di nocciole, come ho fatto io, come condimento per la pasta, o come la fantasia vi suggerisce.

pane in cassetta

Ringrazio di cuore i coraggiosi artefici di questo miracolo, per avermi onorato con questo regalo prelibato, ad maiora!

Adesso vi lascio la ricetta di questo panbauletto con lievito madre, che vi farà innamorare di sé, ma soprattutto della Favalanciata.

Panbauletto con lievito madre

panbauletto

Ingredienti (per uno stampo da plumcake 30×10):

630 gr di farina 0
70 gr di farina integrale
250 gr circa di acqua naturale
130 gr di lievito madre al raddoppio
22 ml di olio e.v.o
10 gr di sale fino
22 gr di zucchero semolato
160 ml di latte fresco tiepido
un cucchiaino di miele

Per spennellare:
Latte q.b.

Procedimento:

Per una versione vegana si può sostituire il latte con una bevanda vegetale e omettere il miele.

Rinfreschiamo il nostro lievito madre e quando sarà raddoppiato utilizziamolo per il panbauletto.
Quindi, sciogliamo il lievito madre in una parte dell’acqua, fino a che non ci sono più grumi.
Quando iniziamo a vedere la schiuma, aggiungiamo l’olio, il latte tiepido a filo, il miele e lo zucchero, continuando a mescolare.

A questo punto aggiungiamo poco alla volta le farine miscelate precedentemente e l’acqua restante e impastiamo il composto a mano.
Quando il composto appare più sodo aggiungiamo il sale, continuando a impastare energicamente.
Trasferiamo il composto sulla spianatoia e impastiamo fino a che non appare incordato.

La consistenza dovrà essere molto elastica e un po’ molle, ma non troppo appiccicosa, se necessario aggiungiamo una manciata di farina e continuiamo a impastare.

Il nostro impasto è pronto e incordato.
Facciamolo riposare dieci minuti sotto un recipiente capiente, sulla spianatoia, dopodiché facciamo il primo giro di pieghe.
Quindi facciamo una piega a tre e copriamo l’impasto con la ciotola.
Dopo 25 min. facciamo un altro giro di piega a tre e riponiamo nuovamente sotto la ciotola.
Attendiamo altri 25 min e rifacciamo la piega a tre.

Procedimento per le pieghe a tre:
Capovolgiamo l’impasto.
Schiacciamo leggermente e allarghiamolo con le mani, picchiettando con le dita, in modo da ottenere una sorta di rettangolo di medie dimensioni, l’impasto sarà morbido quindi sarà semplice lavorarlo e stenderlo.
Prendiamo il lembo sinistro (quello in posizione verticale rispetto a noi) e portiamolo verso il centro, picchiettando con le dita sull’estremità, come per chiuderlo.

Facciamo la stessa cosa con il lembo destro (verticale), sovrapponendo i due lembi.
A questo punto avremo un rettangolo stretto e lungo.
Giriamolo, in modo che sia orizzontale rispetto a noi.
Facciamo le stesse pieghe, portando il lembo destro verso il centro e facendo la stessa cosa con il sinistro.
Capovolgiamo il composto di modo da avere il composto in superficie liscio, e pirliamolo, dandogli una forma rotonda.

Dopo tre giri di pieghe, e dopo 10 min. dall’ultima piega, prendiamo il composto e diamogli la forma.
Schiacciamo nuovamente l’impasto, avendo cura di non sgonfiarlo troppo.
Ottenuto un rettangolo di medio spessore, arrotoliamolo su se stesso, in modo stretto e una volta ottenuto il nostro filoncino arrotolato chiudiamo bene le estremità e la piega che si è formata, picchiettando con le dita e ottenendo un salsicciotto liscio.

Oliamo lo stampo e mettiamo a riposare il rotolo di pane, con la chiusura verso il basso.
Ricopriamolo con la pellicola alimentare, avendo cura di sigillarlo e con un canovaccio.

Poniamolo vicino ad una fonte di calore e lasciamolo lievitare per circa 8 ore, o comunque fino a quando il pane sarà raddoppiato, superando abbondantemente i bordi dello stampo.

Quando il nostro pane sarà raddoppiato, spennelliamo la superficie con un po’ di latte e inforniamo in forno statico preriscaldato a 180°.
Lasciamolo cuocere, nella parte centrale del forno, per circa 35 min, o comunque fino a doratura della superficie.
Il pane in cottura si alzerà notevolmente e sarà molto emozionante assistere alla sua evoluzione.

Sforniamo il nostro panbauletto  e lasciamolo raffreddare su un canovaccio di cotone pulito.
Tagliamolo solo quando è raffreddato e nel frattempo lasciamolo riposare avvolto dal canovaccio, così manterrà l’umidità e all’interno sarà morbidissimo, come appena fatto, per giorni.

Per le fette biscottate:

Lasciamo raffreddare il panbauletto, sformiamolo e tagliamolo a fette, tutte della stessa dimensione, se riusciamo.
Aiutiamoci con un metro, facendo dei segni con il coltello, prima di tagliarle.
Disponiamo le fette di panbauletto sulla ratiglia, nel forno già caldo a 130° per circa 35 minuti.
Regoliamoci con la forza e le tempistiche del nostro forno.

Se necessario giriamole di tanto in tanto e tocchiamole per capire quando sono ben biscottate.
Saranno pronte quando avranno perso l’umidità e saranno dorate.
Mi raccomando a non farle cuocere troppo, altrimenti saranno troppo dure.

Fette biscottate fatte in casa

Questo panbauletto può essere gustato in vari modi, provatelo con il dolce, il salato o biscottato.
Vi assicuro che vi farà innamorare.

Ci vediamo alla prossima ricetta,
vi abbraccio forte.

Roberta

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