La dose di felicità di Alice e la sua storia di criscito

Lievito madre

Edgar mi fa sentire una persona migliore. Riuscire a prendermene cura da quattro anni mi fa sentire capace di prendermi cura di qualcosa”

Oggi siamo in compagnia di Alice, in arte bio.logica, che ci racconta della sua storia di criscito e d’amore con Edgar, attraverso un viaggio intenso nei suoi sentimenti vivi e profondi.

Dalle parole di Alice, riesco a percepire la sua dolcezza e la delicatezza con la quale affronta ogni attimo, è come immergersi in un mondo fatato, nel quale la bellezza più vera è messa al primo posto ed ogni cosa ha il suo equilibrio.

Vi lascio il link al blog Logica Biologica, che dovete assolutamente visitare per scoprire le ‘piccole dosi di felicità’ che ci regala Alice.

lievito madre

Ciao Alice, grazie per aver partecipato, insieme al tuo lievito madre, a “Storie di Criscito”. Ti va di raccontarci come e quando è nato il tuo criscito madre?

Grazie a te Roberta, stai dando voce ai «crisciti madre» in un periodo storico in cui in tanti hanno voluto avvicinarsi a questo magico mondo. Il mio criscito madre, che ho battezzato «Edgar», è nato nel luglio del 2016. Ho partecipato alla «Notte dei Maestri Lievitati» di Parma, e tra un morso di panettone e l’altro sono letteralmente inciampata nello stand di ALMA. Quella sera gli studenti regalavano degli starter di lievito madre in pasta solida ed è stato amore a prima vista: sia con il criscito, che ho portato a casa con me e che ho nutrito da allora, sia con ALMA, che ho frequentato come studentessa tre anni dopo. 

Se dovessi descrivere con una parola, il profumo del pane appena sfornato, al mattino presto, quale parola sceglieresti? Perché?

Non ho alcun dubbio: la parola «casa» è l’unica che può descrivere quel profumo. «Casa» perchè mi ricorda la cucina di mia madre, che sforna pane quotidianamente. «Casa» perchè mi ricorda il profumo che sentivo ogni giorno quando arrivavo a lavoro al panificio, e mi faceva sentire nel posto giusto. «Casa» perchè il profumo del pane mi riporta con la mente in Sicilia, la mia terra d’origine, dove il pane è una religione, un culto e non solo una pietanza d’accompagnamento. Ovunque senta profumo di pane io mi sento a casa. 

Tra mamme di crisciti ci si intende e come le vere mamme si scambiano consigli e opinioni, oggi voglio chiederti: Cosa ti ha insegnato maggiormente curare e tenere in vita il tuo criscito madre?

Mi ha insegnato la pazienza. 

Ed è stato un vero miracolo: per me che «voglio tutto e subito», che sbuffo dopo cinque minuti di fila alla cassa, che non sopporto il traffico, che litigo con i ritardatari …curare Edgar è stato al tempo stesso curare me stessa. Adattarmi ai ritmi lenti, emozionarmi delle attese e degli straordinari risultati che esse portano.

Ogni criscito ha il suo carattere, già, anche se sembra strano. Riesci a trovare un aggettivo che vi accomuna?

Io ed Edgar siamo timidi. Entrambi abbiamo bisogno di una spinta e di un chilo di fiducia per dare il meglio di noi stessi. 

Quando lo nutro con più frequenza, lo coccolo, o addirittura gli parlo e gli lascio il tempo che gli serve, produce risultati così soddisfacenti! Allo stesso modo reagisco io quando qualcuno crede in me. 

Qual è la ricetta, realizzata con il tuo lievito madre, che è riuscita a farti innamorare? Ti va di condividerla con noi?

La prima volta che ho preparato il pan brioche con il lievito madre mi sono commossa. Non dimenticherò mai quella sensazione che mi ha invaso il petto (e il palato!). Sono felice di condividere qui la ricetta: 

Ingredienti: 

-500g di farina multicereali biologica (o semi integrale)

-250g di latte intero; 

-100g di lievito madre rinfrescato;

-40 g di zucchero semolato;

-5 g di sale;

-2 tuorli d’uovo (+1 per spennellare prima di infornare);

-50 g di burro morbido 100% italiano

Procedimento

Sciogliete il lievito madre nel latte tiepido direttamente in planetaria alla minima velocità, utilizzando il gancio. 

Versate metà della farina richiesta, azionate nuovamente la macchina e aggiungete i tuorli a filo fino ad assorbimento, poi lo zucchero, e il burro ammorbidito alternando con la restante farina. In ultimo il sale, lasciate incordare e poi spegnete. 

Estraete l’impasto, formate una palla con le mani e mettetela a lievitare in una ciotola coperta con un panno da cucina per otto ore (dentro il forno spento va benissimo). 

Recuperate poi l’impasto, lavoratelo con le mani sulla spianatoia, formate delle palline e sistematele all’interno di uno stampo da plumcake, anche ravvicinate. Il numero delle palline dipende dalle dimensioni dello stampo: io ho formato 4 palline per uno stampo 30x11cm. 

Lasciatele lievitare, coperte dal panno, per un’altra ora. 

Spennellate con una miscela di latte e tuorlo, cospargete di zucchero semolato e infornate a 180°C per  20 minuti. 

Grazie al lievito madre si mantiene fresco e soffice per più giorni. 

Consiglio di conservarlo a temperatura ambiente avvolto da un sacchetto (quello riutilizzabile della spesa per intenderci). 

Nella tua biografia, sul tuo blog, si legge che il tuo obiettivo è ‘dare conforto all’anima ad ogni morso’, è un’immagine stupenda, che mi ha colpito molto. Come riesce il lievito madre a dare conforto alla tua anima?

Edgar mi fa sentire una persona migliore. 

Riuscire a prendermene cura da quattro anni mi fa sentire capace di prendermi cura di qualcosa. Non come faccio con i fiori ad esempio, che non riesco a far sopravvivere per più di qualche giorno 🙁 

Edgar riesce a regalarmi qualche grammo di autostima. 

Quella profonda consapevolezza e quel conforto che solo impastare a mano mi sa dare. Quando parto per le vacanze lo lascio in affidamento a mia madre, e ad ogni rientro a casa rivederlo mi riempie il cuore di gioia. 

Ultima domanda per te: Consiglieresti ad un’altra persona di cominciare il suo viaggio nel magico mondo del lievito madre? Perché?

Lo consiglierei senz’altro. 

Perchè il lievito madre restituisce ciò che riceve: ogni cura, ogni attenzione. 

Più lo si mantiene vivo e in forma, più i risultati saranno straordinari e soddisfacenti. Lo consiglierei perchè ciò che si prova la prima volta che si sforna il proprio pane fatto con lievito madre …non ha eguali. 

Mi sento infine di tranquillizzare coloro che non hanno ancora intrapreso questa avventura per paura di non farcela! «Crescere» un lievito madre richiede costanza e impegno, si. Ma è più facile di ciò che sembra: vi sono moltissimi modi di rinfrescarlo, che consentono anche di utilizzarlo una sola volta a settimana senza rischiare di «ucciderlo». Anche se sono certa che non vi limitereste a quell’unica volta la settimana… quando si comincia… crea dipendenza. 

Leggendo questo bellissimo racconto, ti è venuta voglia di raccontare anche la tua storia di criscito?
Scrivimi sulla mia mail, nella sezione Scrivimi oppure condividi la locandina che trovi nelle storie in evidenza, su instagram.

Non vedo l’ora di leggere anche la tua storia.

Ci vediamo la prossima settimana, con una nuova storia di criscito.

Grazie Alice e grazie a voi.

Vi abbraccio
Roberta

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